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lunedì 5 agosto 2019

PUNCH “SHORT DE PUNCH”


VITOLA DE SALIDA: Short de Punch
VITOLA DE GALERA: Sconosciuta (Petit Robusto)
TAGLIA: Cepo 50 x 120 mm di lunghezza

Presentato il 12 Luglio in anteprima mondiale a Zurigo, lo Short de Punch è di fatto dopo decenni, l’ultima novità di casa Punch.
 
Nonostante il marchio abbia avuto molte recenti edizioni speciali — Edizioni regionali, Edición Limitadas e un'esclusiva Casa del Habano — la linea principale si è costantemente ridotta senza nuove aggiunte da molti anni. Lo Short de Punch è anche il primo sigaro nel vitolario regolare ad essere lanciato in un calibro da 50 ring gauge.
Questo formato si presenta con una capa colorado, tendente al claro. Al tatto risulta morbido, segno di un riempimento non eccessivo. All’accensione notiamo un tiraggio prevedibilmente ampio, una forya medio leggera e note che vanno dal legno di faggio al fieno. Al naso risulta morbido, senya note pungenti, per un inizio blando ma ben equilibrato.

Nel secondo tercio sopraggiungono note tostate e di nocciola, la forya si attesta su valori medi e al palato la sensazione è tra il dolce e l’umami.
L’ultimo tercio sprigiona note balsamiche e di pepe bianco, rendendo la fumata un po’ piu’ “frizzante”, senza mai infastidire l’evoluzione con note scomposte.
Questo puro che si inserisce tra il petit robusto e il robusto classico, si esaurisce in meno di un’ora, senza mai scomporsi, con una combustione regolare. Regala una fumata poco aggressiva, con una persistenza piacevole, che ricalca le tipicità della marca.

Lo Short de Punch è disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo e in scatole di legno da 10 pezzi.

La nostra personale valutazione è di 86/100

giovedì 29 novembre 2018

HOYO DE MONTERREY “PALMAS EXTRA”


VITOLA DE GALERA: Cremas
VITOLA DE SALIDA: Palmas Extra
TAGLIA: Cepo 40 x 104 mm di lunghezza
 
Realizzato fin dai primi anni sessanta, fino al 2002 confezionato nel cellophane e realizzato a macchina, oggi il Palmas Extra, risulta un sigaro di difficile reperibilità. Siamo infatti gli unici in Svizzera ad averlo nel nostro vitolario.

Questa corona si presenta con una capa ben tesa, ma con alcune venature che le danno un aspetto leggermente rustico. Al piede rileviamo sentori di fieno, con alcune note speziate.
Il riempimento è omogeneo e non presenta ostruzioni.
All’accensione notiamo un tiraggio leggermente serrato che risulta essere coerente col formato. Note erbacee e tostate, con qualche punta balsamica. Al palato è dolce e non si rilevano le note speziate, rilevate ante accensione.
La fumata procede senza alcuna correzione, la forza rimane medio-leggera, rendendo godibile la fruibilità del puro per tutta la durata.
Nel secondo tercio compaiono note di legno e cuoio, si attenuano le note balsamiche e la forza rimane inalterata. Nella fase finale al palato rileviamo qualche leggera nota speziata, che rende la fumata più corposa, anche la forza si attesta su un registro medio.
Lasciamo spegnere questo puro dopo poco meno di un’ora dall’accensione, gustandoci una persistente cremosità frutto di un bilanciamento tra aromi che regalano anche all’amatore meno esperto una fumata davvero piacevole e mai aggressiva.

Disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo e nel box da 25 pezzi.
La nostra personale valutazione è di 84/100.

giovedì 30 novembre 2017

COHIBA “MEDIO SIGLO”

VITOLA DE SALIDA: Medio Siglo
VITOLA DE GALERA: Medio siglo
TAGLIA: Cepo 52 x 102 mm di lunghezza

Lanciato da Habanos SA nel 2016, questo piccolo robusto và a colmare, nel già vasto panorama del vitolario Cohiba, quella domanda alla quale gli altri marchi globali e non, hanno risposto con formati utili ad una fumata non troppo lunga in termini di tempo, ma non per questo poco appagante.
Nonostante sia paragonabile a alcuni petit robusto prodotti da altre marche, questo Medio Siglo nello specifico, non è solo una versione più corta del celeberrimo robusto. Esso infatti si presenta con lo stesso cepo del Siglo VI e un largo pari a quello del Siglo I. Siamo dunque al cospetto di un puro dalla qualità elevatissima.
Alla vista si presenta con una capa serica, senza particolari venature, poco oleosa e ben tesa. Il riempimento è uniforme su tutta la lunghezza, esaltando una costruzione pressoché impeccabile.
A crudo si rilevano sentori di legno di cedro e fieno, all’accensione invece, oltre ad un sapore dolce, leggermente vanigliato, notiamo aromi di pepe, legno, cuoio e un lieve tocco aspro. Il sigaro emette da subito una buona quantità di fumo, data dal cepo generoso. Per gustarci al meglio questo puro, regoliamo la fumata su ritmi blandi.

La forza non supera valori medi, a metà fumata fanno capolino note terrose e di pepe bianco, al palato rimane una velatura cremosa, dolce e persistente. La forza incrementa, attestandosi su livelli medio-forti.
Il passaggio tra secondo e ultimo terzo è uno dei punti fondamentali della fumata, poiché sparisce quella velatura asprigna rilevata all’inizio e tutti gli aromi sono ora in armonia.
Nel complesso una fumata appagante, densa di fumo e ricca di note ben equilibrate tra loro. L’appunto che vogliamo ricordare è probabilmente di essere molto cauti nell’accensione. Dato il rapporto tra cepo e largo, consigliamo di utilizzare una fiamma dolce, in modo da trattare il piede nella maniera più delicata possibile, così da evitare quei piccoli sbilanciamenti rilevati nel primo terzo. Inoltre, vista la copiosa produzione di fumo, per godere a pieno di tutte le sfumature che questo medio siglo offre, sarebbe opportuno mantenere per i tre terzi, una meccanica di fumata molto lenta e costante.

Un sigaro che rispecchia la qualità Cohiba, declinata in un formato accessibile anche al fumatore che non rinuncia ai cepi importanti, pur avendo poco tempo a disposizione.

Disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo, nella petacas da tre pezzi in tubo ed eccezionalmente per il mese di Dicembre, nel box da 25 sigari con uno sconto del 25% dal prezzo di listino!

La nostra personale valutazione è di 90/100

martedì 21 febbraio 2017

ROMEO y JULIETA “CAZADORES”

VITOLA DE SALIDA: Cazadores
VITOLA DE GALERA: Cazadores
TAGLIA: Cepo 43 x 162 mm di lunghezza

Dopo diversi articoli dedicati a novità entrate nel nostro vitolario, oggi vogliamo andare in contro tendenza e dedicare questo spazio ad un sigaro che possiamo definire storico.
Si tratta del Romeo y Julieta Cazadores. Un sigaro che viene prodotto da sempre, che continua a riscuotere successo ed ha uno zoccolo duro di aficionados che non rinuncia mai ad averne una scorta nel proprio humidor.
Prodotto fino al 2005 senza anilla, oggi viene confezionato in box da 25 sigari tenuti insieme da una doppia fettuccia che a volte, a mò di laccio emostatico, ne stringe esageratamente gli esemplari esterni del mazzo, modificandone la forma e dandone un profilo meno preciso, ma decisamente più “handmade”. Il ceppo composto dai 25 sigari, viene poi rivestito da un involucro di carta di alluminio, per preservarne gli aromi, dal carattere vintage.
L’esemplare prescelto si presenta con una capa ben tesa, che riporta però alcune venature, sottolineando il carattere “rustico” del puro. Di un colorado dai toni gialli, al tatto ci conforta con un riempimento regolare su tutta la lunghezza. Al naso emana un lieve profumo di fieno e tostato, sono invece totalmente assenti note ammoniacali e speziate.
All’accensione rileviamo un piacevole tiraggio leggermente serrato. I primi puff ci regalano note dolci, dalla forza mite, che ruotano tra il floreale e l’erbaceo, intervallate da qualche nota speziata davvero lieve. La combustione è regolare e non è necessaria alcuna correzione. La cenere è compatta e di colore grigio medio, si stacca a blocchetti, rivelando un braciere dalla punta appena pronunciata.
La fumata procede linearmente e senza intoppi. All’inizio del secondo terzo fanno capolino note tostate e di caffè, che vanno a sostituirsi alle spezie rilevate all’accensione. A metà fumata la forza prende coraggio, raggiungendo un livello medio. Al naso aumentano le note balsamiche, procedendo in un'evoluzione davvero interessante.
L’ultimo terzo è un’esplosione di aromi, il tiraggio si fa serrato, ma questo contribuisce a goderci al meglio l’ultima parte che ci regala un ventaglio di note aromatiche che vanno dal balsamico, al cuoio, dall’erbaceo al caffè, con delle punte pepate davvero piacevoli.

Lasciamo spegnere ciò che rimane dopo circa 75 minuti dall’accensione, godendoci una persistenza lunga. Un sigaro che è la prova vivente che l’abito non fa il monaco: di aspetto rustico e imperfetto, regala una fumata davvero appagante. Dedicato a tutti coloro che vogliono regalarsi un’esperienza cubana con la C maiuscola, senza affrontare una spesa eccessiva. Un sigaro per tutta la giornata e per chi non ricerca un valore imprescindibile dalla forza nicotinica. Nonostante l’esemplare fumato avesse sulle spalle un solo anno di vita, si è dimostrato aromaticamente pronto. E' inoltre adatto all'invecchiamento.

Disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo e nel box da 25 pezzi.

La nostra personale valutazione è di 94/100

martedì 20 dicembre 2016

JUAN LOPEZ “EMINENTES E.R. SUIZA”

VITOLA DE SALIDA: Eminentes
VITOLA DE GALERA: Sublimes
TAGLIA: Cepo 54 x 164 mm di lunghezza

Provato in anteprima a febbraio, durante il XVIII Festival del Habano a Cuba, l'Eminentes ci aveva colpiti più per il formato che per gli aromi rilevati. Il sigaro infatti non era ancora “pronto” ed ogni esemplare fumato, ci diede pareri discordanti e, in alcuni casi, addirittura opposti.
A dieci mesi di distanza lo riprendiamo in mano, estraendolo dalla confezione di dieci pezzi, prodotta in seimila esemplari.
Vestito con la doppia anilla perde il fascino da “custom made” che ci colpì durante il testing di anteprrima, ma acquisisce quell’autorità da gran sigaro, che solo pochi formati, come questo sublimes, sanno conferire ad un puro.
La capa è liscia con piccole venature poco marcate, ben tesa, con un riempimento uniforme su tutta la lunghezza e un colore colorado, dai toni rossicci.
Al piede spiccano sentori di legno bagnato, terra e fieno. Con molta calma usiamo dei fiammiferi per accenderlo, facendo ben attenzione a non surriscaldare troppo il piede, rischio quasi certo se avessimo usato il jet flame.
La fumata parte in maniera elegante e blanda: una forza medio leggera ci permette di distinguere, oltre ad una lieve dolcezza, legno, caramello e tostato. Al naso non rileviamo note pepate, ma erbacee e tostate, rendendo la partenza davvero interessante.
Nel secondo terzo, notiamo una cenere compatta di color grigio e un braciere appuntito, la forza nicotinica aumenta, dando alla fumata un corpo maggiore. Si mantiene il sapore dolce percepito all’inizio e, a fasi alterne, rileviamo delle punte pepate che arricchiscono le sensazioni retronasali, senza mai coprire quanto rilevato in precedenza. Si fanno via via presenti note di legno, cuoio e selvaggina, arricchendo ulteriormente una fumata molto piacevole.
L’ultimo terzo vede la forza attestarsi su livelli medi. Nonostante la giovane età, non si rilevano note ammoniacali, anzi il sigaro è piacevolmente pronto. Aumentano le note speziate, di legno e balsamiche, definendo come ottima la fase evolutiva. Lasciamo spegnere questo puro, dopo quasi un’ora e mezza, godendoci una persistenza lunga, che ci accompagna lungo tutta la stesura di questo articolo.
Questo sublimes ci ha colpiti per l’ottima costruzione e per quanto ci ha regalato in termini aromatici. Nonostante non sia per dimensione, un sigaro da tutti giorni, lo abbiamo trovato piacevolmente godibile. La forza non aggressiva, le note pepate mai eccessive, hanno contribuito a orientarci verso questo giudizio. Un sigaro per amatori e aficionados navigati, già pronto che, a nostro parere, ben si presta all’invecchiamento, ma che può essere tranquillamente goduto subito.
Disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo e nel box numerato da 10 sigari.

La nostra personale valutazione è di 90/100

martedì 6 dicembre 2016

H.UPMANN “MAGNUM 54”

VITOLA DE SALIDA: Magnum 54
VITOLA DE GALERA: Magnum 54
TAGLIA: Cepo 54 x 120 mm di lunghezza
Della celeberrima marca globale H. Upmann abbiamo già parlato in articoli precedenti. Qui potete trovare cenni alla storia di questa casa, dalle origini ai giorni nostri.

Oggi vi presentiamo questa nuova vitòla, già disponibile, che verrà introdotta nella produzione regolare del panorama avanense.
Un po’ più corto del blasonato Behike 54, questo nuovo puro và ad inserirsi nella famiglia Magnum di casa H. Upmann, in controtendenza ai già collaudati Magnum 46 e Magnum 50. Infatti l’unico dei tre che all’aumentare del cepo, ha una lunghezza più corta. Tale scelta è indicativa e rispecchia il trend odierno (vedi Trinidad Vigia n.d.a.) che vuole sigari dal cepo importante, ma dai largos contenuti. Questo è ciò che chiede il mercato, anche se gli aficionados della prima ora storceranno il naso, con nuovi consumatori che cercano sigari facili da gestire in termini di tempo e meccanica di fumata.
Con una capa colorado dai toni dorati, questo Magnum 54 si presenta setoso al tatto e lucente alla vista. Il riempimento è ottimale e uniforme su tutta la lunghezza. A crudo si percepiscono sentori di cedro, tostato e cuoio.
All’accensione siamo subito colpiti dall’ottimo tiraggio e dall’abbondante produzione di fumo. In bocca è leggermente metallico e, nonostante sia un pre-release, non rileviamo alcuna nota ammoniacale. La forza è medio-leggera, al naso si percepiscono note tostate, legno e fieno. Dopo una partenza blanda e molto fine, il secondo terzo è un crescendo costante: la forza si attesta su livelli medi, senza mai essere aggressivo. La quantità di fumo, avvolge palato e gola, lasciando una cremosità non comune che ci avvolge con sapori tra il dolce e il metallico. Al naso si percepiscono piacevoli note pepate ed erbacee che arricchiscono la paletta aromatica.
L’ultimo terzo mantiene le caratteristiche precedenti, senza nessun aumento della forza, al naso notiamo la comparsa di alcune note balsamiche che ci portano fino alla conclusione della fumata, che avviene dopo circa 75 minuti.

Le considerazioni finali ci fanno affermare che la scelta di H.Upmann di realizzare in produzione regolare un sigaro di queste fattezze, sia stata azzeccata: una paletta aromatica molto ampia e variegata, una fumata davvero piacevole, mai scomposta, piena, ma mai aggressiva, con una persistenza lunga che ci lascia un ottimo ricordo. In più punti, durante la fumata abbiamo rilevato alcune “assonanze” col Royal Robusto, una special release che ci ha sempre ben impressionato e che ha sempre prodotto una gran quantità di fumo simile a questa nuova uscita.
Attualmente disponibile in slide box da 10 pezzi, siamo certi che entrerà a far parte stabilmente del vitolario presente negli humidor di moltissimi aficionados.


La nostra personale valutazione è di 94/100

martedì 11 ottobre 2016

PARTAGAS “PARTAGÀS DE LUXE”

VITOLA DE SALIDA: Partagàs De Luxe
VITOLA DE GALERA: Cremas
TAGLIA: Cepo 40 x 140 mm di lunghezza

Sigaro nato prima dell’embargo, venne realizzato a macchina fino al 2002, anno in cui si passò alla torcida a mano. Il Partagàs De Luxe, riportava un’anilla dedicata, che mantenne fino al 2011, quando si decise di fascettarlo con la classica anilla rossa.

Confezionato nel classico tubo di alluminio, questo cremas, rappresenta uno dei pochissimi sigari realizzati in questo formato ormai desueto.
Una volta estratto notiamo una foglia di fascia di color maduro dai toni bruni. Liscio e lucido, non presenta difetti cromatici e particolari venature marcate. Al tatto risulta vellutato e con un riempimento regolare su tutta la lunghezza.
Emana un lieve profumo, senza alcuna nota ammoniacale, a crudo fieno e stalla, gli aromi percepiti.
Accendiamo col jet flame e notiamo un tiraggio senza particolari resistenze, dopo i primi puff rileviamo sentori erbacei, di nocciola e punte di pepe nero al naso, che richiamano le tipicità della marca.
La forza si attesta subito su livelli medi. La cenere, di colore grigio scuro, cade a blocchetti, col procedere della fumata.
Nel secondo terzo rileviamo una lieve nota amara in bocca, che viene ben bilanciata con quanto regala al naso: una fumata corposa e ricca, con una paletta aromatica che spazia dal fieno, al pepe nero, terra e balsamico.
La combustione procede in maniera regolare e non necessita alcuna correzione.
L’ultimo tercio vede un leggero aumento della forza, la complessità aromatica si riduce, lasciando un’ottima cremosità in bocca, mentre al naso si fanno spazio tostato, balsamico e frutta secca, che ci accompagnano fino alla fine, dopo circa un’ora dall’accensione.

Un sigaro davvero sorprendente, se rapportato alla ridotta diffusione che questo puro ha. Un formato accessibile a tutti, che regala una fumata generosa di aromi tipici della marca. Adatto a tutti i fumatori che gravitano le proprie fumate attorno al formato corona e che vogliono provare questa vitola, che oggi vanta pochi esemplari disponibili, tra cui il Romeo No1 e il Majestic di H.Upmann.  

Disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo e in box da 10 sigari confezionati in tubo, con l’eccezionale offerta che prevede, acquistando due box, un ribasso del 30% dal prezzo di listino.


La nostra personale valutazione è di 89/100

martedì 4 ottobre 2016

MONTECRISTO “No.5”

VITOLA DE SALIDA: No.5
VITOLA DE GALERA: Perlas
TAGLIA: Cepo 40 x 102 mm di lunghezza

Fratello minore del celeberrimo No4, il perlas di casa Montecristo soddisfa le esigenze di chi in poco tempo, vuole concedersi un sigaro avana fatto a mano, di ottima qualità.
Di un colorado dai toni rossastri, il puro si presenta con
una capa luminosa e liscia, con qualche piccola venatura che va dal piede alla testa, attraversando l’anilla in obliquo. A livello cromatico non ci sono imperfezioni e al tatto risulta riempito uniformemente, denotando una buona costruzione.
Buona e non eccellente perché all’accensione notiamo un tiraggio un po’ troppo abbondante. In questo tipo di formati, spesso si rischia il contrario: l’eccessivo riempimento rende il tiraggio troppo serrato e, in alcuni casi, il sigaro è infumabile. La causa di questi estremi va ricercata nella poca esperienza dei torcedor che solitamente vengono incaricati di rollare i più diffusi No4 e No5.
Regolando di conseguenza la meccanica di fumata, iniziamo ad apprezzare le tipicità di Montecristo. Sapidità in bocca, lievi sentori di caffè, legno e pepe e qualche nota erbacea al naso, rendono la fumata piena e per nulla banale.
La forza percepita è su livelli medi, solo nell’ultimo terzo notiamo una leggera progressione, figlia della breve lunghezza del formato, che favorisce il surriscaldamento del braciere.
Questo perlas regala quaranta minuti di puro piacere. E’ indubbiamente il perlas con miglior rapporto qualità/prezzo in produzione regolare. Siglo I di Cohiba, seppur superiore, costa quasi il doppio e il Rafael Gonzales non ha lo stesso equilibrio aromatico.
Un sigaro che identifica molto bene le caratteristiche di Montecristo e che in poco più di mezz’ora regala una fumata appagante, con un’ottima persistenza, senza mai eccedere in forza e con poche note pepate, che lo rendono ideale in qualsiasi momento della giornata.

Disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo, in petaca da 5, in box da 10 e da 25 e in promozione nel cubo contenente 5 petacas, per un totale di 25 sigari, con l’eccezionale ribasso del 30% dal prezzo di listino.

La nostra personale valutazione è di 87/100

giovedì 1 settembre 2016

SAN CRISTOBAL DE LA HABANA “TORREON”

VITOLA DE SALIDA: Torreon
VITOLA DE GALERA: Geniales
TAGLIA: Cepo 54 x 150 mm di lunghezza
Dedicammo l’introduzione dell’articolo del Principes ad alcuni cenni storici riguardanti questo brand di recente fondazione, vi invitiamo dunque ad una rilettura dell'articolo, nel caso foste interessati.
Oggi vogliamo dedicare questo spazio alla descrizione di una release confezionata in una giara di ceramica dal profilo "architettonico".
Il Torreon, contenuto in questa giara che ricorda la torre di un castello, è un sigaro dal formato importante, lo stesso utilizzato per sigari sia di produzione regolare, come il Montecristo Open Eagle e l’Hoyo de San Juan, sia per special release come il Bolivar Presidente E.R. Suiza e il Rey del Mundo Aniversario E.R. Asia-Pacifico.
Si presenta di un colorado claro dai toni gialli, quasi a richiamare il colore della ceramica che lo contiene. La capa è liscia, non particolarmente oleosa, ma ben tirata e il riempimento sembra abbondante, ma uniforme.
All’accensione notiamo subito che a dispetto di quanto rilevato al tatto, il tiraggio è ben calibrato e la quantità di foglie della tripa non costituiscono alcuna ostruzione.
La forza nel primo terzo è su livelli medio leggeri, dolce e asciutto i sapori rilevati, mentre note di fieno, brioche e cuoio gli aromi al palato. Al naso permane un fumo denso ma poco incisivo.
Nel secondo terzo rileviamo un aumento della forza, senza che essa renda mai la fumata aggressiva, in bocca rimane dolce e cremoso, perdendo la componente asciutta registrata all’inizio. In gola gli aromi sembrano acquisire un’incisività maggiore, arricchendosi di sfumature poco definibili, ma armoniche.
L’ultimo terzo si mantiene su un livello di forza medio, la cremosità che persiste in bocca arricchisce una fumata davvero piacevole e mai scomposta. Sottolineiamo come non sia mai stata necessaria alcuna correzione e che la cenere, di un colore grigio medio, si è staccata in blocchetti compatti a scandire una meccanica di fumata molto blanda. Al naso percepiamo alcune piccole note pepate, miscelate al balsamico, denotando un sigaro con una finezza non comune e una complessità degna di un sigaro speciale.
Lasciamo spegnere questo puro dopo un’ora e venti dall’accensione, godendoci una persistenza davvero lunga e piacevole. Risultato di un sigaro costruito in modo eccellente con un invecchiamento che ci aspetteremmo da un’edizione dedicata a La Casa del Habano, che ha permesso la smussatura di tutte quelle note scomposte che spesso rileviamo in sigari non ancora pronti. 25 sigari contenuti in una giara che per realizzazione e profilo, fatica a passare inosservata.
Disponibile presso il nostro punto vendita a prezzo speciale per tutto il mese di settembre, in 25 pezzi all’interno della giara in ceramica con posacenere sopra il tappo.

La nostra personale valutazione è di 94/100. 

martedì 19 luglio 2016

FONSECA “COSACOS”

VITOLA DE GALERA: Cosacos
TAGLIA: Cepo 42 x 135 mm di lunghezza

Don Francisco E. Fonseca stabilì la fabbrica e il suo marchio di sigari a L'Avana nel 1892, registrando il marchio che porta il suo nome, nel 1907. Successivamente Fonseca e sua moglie Teresa Boetticher de Fonseca emigrarono a New York. Lui continuò ad effettuare frequenti viaggi a Cuba per supervisionare la sua "F.E. Fonseca. Fábrica de Tabacos y Cigarros".
Don Francisco è stato il fautore dell’introduzione di alcune novità, tra cui la velina giapponese, che tutt’ora avvolge i suoi sigari e il confezionamento di sigari in tubi di latta, oggi realizzati in alluminio.
Dopo la sua prematura morte, avvenuta nel 1929, la moglie Doña Teresa continuò l'attività, promuovendo la fusione con il marchio T. Castañeda e G. Montero per formare la ditta di Castañeda, Montero, Fonseca SA.
La produzione è proseguita senza interruzioni nella fabbrica Lázaro Pena a L'Avana. Classificato come marchio multi-local, Fonseca si propone oggi come produzione di sole tre vitole dal carattere mite ed è commercializzato soprattutto in Spagna e in Canada, dove il marchio è particolarmente popolare.

Avvolto nella velina di colore bianco, segno che da anni contraddistingue i puros realizzati da Fonseca, questo Cosacos, una volta liberato dall’involucro, si mostra a noi con una capa colorado claro serica e dal profilo leggermente box pressed.
Al piede si percepiscono note di legno di cedro e cuoio. A crudo risaltano note vegetali, legno con punte dolci.
Accendiamo con un paio di fiammiferi e dai primi puff riscontriamo un sapore asciutto in bocca e una forza leggera. Il tiraggio è agile e la combustione regolare. Al naso percepiamo note di legno, fieno, tostato e liquirizia.
Il secondo tercio esordisce con un leggero aumento della forza, senza però superare il livello medio, in bocca rimane asciutto e leggermente tannico, al naso invece spiccano le note erbacee e di liquirizia, appena accennate nel primo tercio.
Nell’ultimo tercio la forza rimane invariata, la combustione procede regolarmente e la cenere, di colore grigio scuro, si stacca a piccoli blocchetti.
Al naso percepiamo piccole note pepate che non infastidiscono e che anzi, rendono più frizzante una fumata fin qui leggera. Note balsamiche si aggiungono arricchendo la paletta aromatica. Sul finale notiamo una prevalenza di note di legno e fieno, chiudendo la fumata dopo circa 50 minuti.

Un sigaro adatto a tutti e a chi non ricerca la forza come punto di riferimento per una fumata piacevole anche per chi approccia il mondo dei puros cubani da poco tempo.

Disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo e in box da 25 pezzi eccezionalmente in offerta con uno sconto del 25% sul prezzo di listino.


La nostra personale valutazione è di 86/100

martedì 17 maggio 2016

PARTAGAS “CORONA GORDA ANEJADOS”

VITOLA DE SALIDA: Corona Gorda
VITOLA DE GALERA: Corona Gorda
TAGLIA: Cepo 46 x 143 mm di lunghezza

Introdotto da Habanos SA insieme all’hermoso No.4 di Hoyo de Monterrey, questa corona gorda è stata realizzata perseguendo lo stesso concetto utilizzato nelle due precedenti release: sigari torciti e invecchiati a Cuba per almeno 5 anni in perfette condizioni di conservazione, con l’obbiettivo di ottenere un affinamento di sfumature e complessità aromatiche, senza perdere le loro caratteristiche organolettiche iniziali.

Questa corona gorda è una realizzazione ex novo, infatti non è presente nel vitolario della marca.
Si presenta con un colorado dai toni giallastri e piccole venature più scure che non modificano la morfologia della capa. Al piede si percepiscono note di legno e pepe, totalmente assenti sfumature ammoniacali, spesso percepite in un sigaro giovane.

Il primo tercio offre un sapore dolce in bocca, con aromi di legno, tostato e mandorle. Il tiraggio è generoso, ma non eccessivo, non si rileva alcuna nota pepata percepita a crudo. La combustione procede in maniera lineare, sul secondo tercio si sommano note balsamiche e di sottobosco che arricchiscono piacevolmente la fumata.

La forza si attesta su livelli ben al di sotto a quelli tipici della marca, la fumata procede in maniera impeccabile, non sono necessarie correzioni e le volute di fumo procedono con un ritmo armonico.

L’ultimo terzo vede un leggero aumento della forza, senza però mai aggredire la gola. Al palato la fumata rimane dolce e si percepiscono note di legno, cuoio, sottobosco, floreale, caramello e spezie.

Lasciamo spegnere questa corona gorda dopo poco più di un’ora, godendoci una persistenza lunga, da gran sigaro, seppur poco fedele alle tipicità della marca. Si rileva un ottimo affinamento, ma ammettiamo che, senza anilla, difficilmente avremmo classificato come Partagas questo puro, che in toto risulta essere un sigaro davvero interessante!

Disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo e nel box da 25 pezzi in promozione con uno sconto del 25% valido fino alla fine del mese di maggio.


La nostra personale valutazione è di 94/100

martedì 26 aprile 2016

JUAN LOPEZ “SELECCION No. 1”

VITOLA DE SALIDA: Seleccion No.1
VITOLA DE GALERA: Corona Gorda
TAGLIA: Cepo 46 x 143 mm di lunghezza

Juan Lopez è un marchio nato nel 1876 da Juan Lopez Diaz ed è famoso per aver avuto nel suo vitolario solo sigari fatti a mano.
Oggi è considerato da Habanos SA ccome brand locale ed ha una ristretta produzione che vanta solo tre formati: petit corona, robusto e questa corona gorda.
Con una capa colorado dai toni rossicci, questo puro si presenta morbido al tatto, con un riempimento leggermente scarso in alcuni punti. A crudo si percepisce fieno e legno, con una punta dolce.
All’accensione percepiamo subito note di legno, vaniglia e caramello. Una partenza morbida garantisce un primo terzo davvero cremoso.

La forza nicotinica si attesta su livelli medi, al di sotto di quelli garantiti dal fratello minore “No.2”.
La fumata procede lineare, senza correzioni, notiamo però un tiraggio al di sopra della media, risultato di un riempimento non ottimale. Il secondo terzo acquista un po’ più di forza, sprigionando una nota pepata non aggressiva, che rende la fumata davvero interessante.
L’ultimo terzo acquista ancora più forza, raggiungendo il livello tipico della marca, al naso è accentuata la nota pepata che crea un ottimo contrasto con la cremosità che persiste in bocca.
Lasciamo spegnere questa corona gorda dopo circa un’ora. Il giudizio è positivo, nonostante un riempimento non proprio ottimale che ha accelerato la combustione. Un formato e una marca che purtroppo non riscontrano molto successo tra gli aficionados, attirati da formati e marche più blasonate. Un puro che meriterebbe maggior fortuna, per l’appagante fumata che regala che non ha nulla da invidiare ai pari vitola, coi quali sarebbe interessante fare una degustazione orizzontale, inserendo i vari Punch Punch, Magnum 46 di H.Upmann e Siglo IV di Cohiba.
Disponibile presso il nostro punto vendita al pezzo e nel classico slide box da 25 sigari.

La nostra personale valutazione è di 89/100

martedì 5 aprile 2016

XVIII FESTIVAL DEL HABANO (Terza parte)

Il giorno della chiusura del Festival si apre con gli ultimi incontri previsti al Palazzo della Convencion. Il più interessante è stato sicuramente quello svoltosi nella sala principale, dove ha avuto luogo la fase finale del “Maestro de Maestros”. I quattro finalisti, già titolati come Habanos Sommelier, si sono sfidati dando prova delle loro conoscenze sigarofile, ascoltando coppie di ipotetici clienti di un ristorante, i quali dopo cena, desideravano concludere la serata con un puro. I concorrenti, con le loro capacità di intrattenitori, dovevano carpire il maggior numero di informazioni, intrattenendo in una breve conversazione i commensali, così da proporre, in abbinamento ad una bevanda, il sigaro più adatto. Ascoltare i quattro finalisti ci ha dato modo di testare anche le nostre capacità suscitando, tra noi ascoltatori, piccoli dibattiti sulle scelte operate.
Per la cronaca, quest’anno il titolo è andato a Juan Jesus Machin di Cuba.
Al termine della finale, abbiamo raggiunto per pranzo, il nostro amico Yannick Goetschy di Intertabak. In un moderno e ristorante alla moda, una rarità a L’Avana, abbiamo scambiato quattro chiacchiere, assaggiando magnifici piatti di pesce e assaporando sigari che ci siamo scambiati vicendevolmente, all’insegna del più genuino compartir.
Nel pomeriggio ci siamo ritrovati a La Casa del Habano sita nell’hotel Melìa Cohiba, dove abbiamo ritrovato alcuni amici per condividere qualche impressione sui giorni passati insieme, in vista della cena di gala prevista in serata.
Alle 19.30, puntuali come orologi svizzeri, facciamo il nostro ingresso al Pabexpo, luogo deputato allo svolgimento della cena di gala.
Qui abbiamo trovato tantissimi amici e conoscenti del mondo del sigaro. Durante la passerella, abbiamo avuto modo di scambiarci i saluti e, in alcuni casi, di presentarci a persone che, fino ad allora, conoscevamo solo virtualmente.
Accolti da uno stuolo di steward e hostess, abbiamo ritirato ognuno la nostra gift bag che, mai come quest’anno, era colma e preziosa.
Una volta raggiunto il nostro tavolo, pieni di curiosità, ne abbiamo scoperto il contenuto: un cofanetto contenente due Majestuosos 1966, una scatola con tagliasigari e jetflame con il logo del 50° di Cohiba e un quadro riportante tutte le anille Cohiba dalla prima del 1966 all’ultima, eravamo stupefatti.
La location era addobbata in grande stile per l’occasione, scacchi bianchi e neri su tutta la lunghezza della sala, un palco gigante diviso in tre parti, una per l’orchestra, una per le esibizioni e una per le band.
Tra i tavoli e il palco erano esposti gli humidor celebrativi, realizzati appositamente per l’asta di beneficenza. Infatti tutto il ricavato ottenuto viene devoluto alla sanità cubana.
Prendiamo posto e ogni piatto viene accompagnato da un sigaro, rigorosamente Cohiba, in abbinamento: Medio Siglo, Robusto, Maduro 5 Genios, Siglo VI, Behike 54. Insomma, avevamo l’imbarazzo della scelta!
Durante la cena si alternano spettacoli di danza ad interventi musicali, uno tra tutti, quello del pluripremiato Chucho Valdes, una leggenda della musica latina e jazz, accolto con un’ovazione.
A metà serata, hanno preso la parola i due direttori di Habanos SA, nominando per tre diverse categorie, l’hombre del Año 2016. I vincitori di quest’anno sono stati: Dominique Gyselinck per la categoria business, Valerio Cornale per la categoria comunicazione e Manuel Tuero per la categoria produzione. Piacevolmente colpiti dalla vittoria del “nostro” Vittorio Cornale che, nel ritirare il premio, ha dichiarato: dedico questo riconoscimento a tutti i fumatori italiani di sigari.
Terminata la cena, dopo un dolce marchiato Cohiba, abbiamo avuto la fortuna di assistere alla Subasta, accompagnando uno dei sigari ricevuti durante la serata, con un ottimo Havana Club Cohiba Union. Assente d’eccellenza Simon Chase, ha lasciato il posto di battitore ad un impacciato direttore della distribuzione Habanos per l’Argentina. Nonostante l’impegno visibile, il divario con l’eleganza di Mr Chase è stato palpabile.
Gli humidor sono stati via via assegnati a cifre poco al di sotto dei 100 mila euro. Si è arrivati al pezzo forte: il numero uno su cinquanta, dell’humidor celebrativo di Cohiba. Ad una cifra record di 320 mila euro, questo pregiatissimo pezzo prodotto da Elie Bleu, è stato battuto poco dopo la mezzanotte e ad aggiudicarselo, un nostro caro amico: il proprietario de La Casa del Habano di Antwerp e del Cohiba Atomosphere di Anversa, Mr. Reza!
Dopo numerose foto, strette di mano e calorosi abbracci,guadagniamo l’uscita del Pabexpo, consci di aver assistito ad una serata record,
che ha visto sotto lo stesso tetto, più di 2000 partecipanti provenienti da oltre
60 paesi.
La giornata di sabato, l’ultima prima della partenza verso casa, l’abbiamo dedicata totalmente alla visita della città, comportandoci come veri e propri turisti.
Non è mancata una tappa al Floridita, lì abbiamo apprezzato un ottimo Daiquiri,
sotto gli occhi ammiccanti di Hemingway che, sotto forma di statua bonzea, trova posto alla fine del bancone dando uno sguardo agli avventori del locale.
Ci piace chiudere qui il nostro racconto, il più lungo da noi mai scritto, lasciandovi l’immagine di un puro cubano e di un cocktail, come simbolo di tutte le esperienze e di emozioni vissute che, ancora oggi, si mescolano nei nostri ricordi e nei nostri racconti. Fanno capolino qua e là, prendendo una scatola in mano, guardando una fotografia, sentendo un amico al telefono. Abbiamo qui cercato di dare un ordine a tutto, con l’intendo di rendere l’idea di ciò che il festival del Habano è, nel pieno rispetto del compartir.